Aree Interne – SNAI


La Strategia Nazionale per il rilancio delle Aree Interne

Le aree interne rappresentano circa il 60% dell’intero territorio nazionale. Ricche di diversità naturale, produzioni agro-alimentari specializzate, patrimonio culturale e sapere locale, queste aree sono altresì caratterizzate da forme di abbandono delle terre causate prevalentemente dalla bassa produttività e dall’invecchiamento della popolazione, il che ha conseguentemente portato a una trasformazione del paesaggio dato dalla modificazione della copertura del suolo, dalla cessazione del pascolo e dal passaggio dall’utilizzo di risorse forestali ad altri materiali (per costruzione o combustibile) (Boden et al., 2010 in Sallustio et al., 2015).

Le Aree interne devono e sono oggi considerate una “questione nazionale”. Oltre al tema del potenziale di sviluppo di cui dispongono, le Aree interne hanno un rilievo nazionale per altre ragioni: i costi sociali determinati dalla condizione in cui versano. In molti casi esse sono caratterizzate da processi di produzione e investimento che, come conseguenza della loro scala e della loro tipologia, generano ingenti costi sociali. L’instabilità idro-geologica è un esempio dei costi sociali che si associano alle modalità attuali di uso dei paesaggi umani nelle Aree interne. Si possono indicare altri esempi altrettanto rilevanti come la perdita di diversità biologica o la dispersione della conoscenza pratica (“saper fare”).

 

link al sito dell’Agenzia per la Coesione Territoriale

In questo contesto, la Strategia nazionale per le aree interne  si pone l’obiettivo di invertire il trend demografico negativo attraverso la promozione del mercato locale sospingendo lo sviluppo dei punti di forza quali il campo agroalimentare, della cultura, del turismo e, allo stesso tempo, attraverso il ripristino della cittadinanza riequilibrando, in questo caso, l’offerta dei servizi di base (scuola, salute, mobilità e rete digitale primariamente) e rendendo così queste aree maggiormente fruibili e attrattive

Ad oggi sono state individuate 55 aree-progetto, che coprono 855 Comuni per un totale di 1 milione e 647 mila cittadini. Per 21 di queste aree-progetto la selezione è formalmente terminata e su di esse si concentreranno gli interventi nel periodo di programmazione 2014-2020. Il processo di selezione utilizzato comprende una diagnosi dei dati e delle informazioni quantitative e qualitative relative alle aree candidate – “Diagnosi di area” ovvero stato economico sociale, demografico e ambientale dell’area – una successiva fase di verifica di campo – grado di maturazione di una visione condivisa dei problemi e delle opportunità, grado di coesione, volontà e capacità di riconoscere una leadership all’interno dell’area, capacità di associazione fra Comuni per la realizzazione congiunta di servizi – e infine un focus group al quale partecipano differenti stakeholders (sindaci dell’area candidata, soggetti rilevanti della società locale rispetto agli obiettivi della strategia).