Attività


Contesto nazionale (La Strategia Nazionale per il rilancio delle Aree Interne)

Le aree interne rappresentano il 30,6% dell’intero territorio nazionale[1]. Ricche di diversità naturale, produzioni agro-alimentari specializzate, patrimonio culturale e sapere locale, queste aree sono altresì caratterizzate da forme di abbandono delle terre causate prevalentemente dalla bassa produttività e dall’invecchiamento della popolazione, il che ha conseguentemente portato a una trasformazione del paesaggio dato dalla modificazione della copertura del suolo, dalla cessazione del pascolo e dal passaggio dall’utilizzo di risorse forestali ad altri materiali (per costruzione o combustibile) (Boden et al., 2010 in Sallustio et al., 2015).

In questo contesto, la Strategia nazionale per le aree interne si pone l’obiettivo di invertire il trend demografico negativo attraverso la promozione del mercato locale sospingendo lo sviluppo dei punti di forza quali il campo agroalimentare, della cultura, del turismo e, allo stesso tempo, attraverso il ripristino della cittadinanza riequilibrando, in questo caso, l’offerta dei servizi di base (scuola, salute, mobilità e rete digitale primariamente) e rendendo così queste aree maggiormente fruibili e attrattive.  Questi obiettivi verranno perseguiti sulla base di sistemi intercomunali e con interventi di tipo permanente e non straordinario, seguiti da monitoraggi sui risultati attesi misurabili attraverso indicatori appropriati.

Ad oggi sono state individuate 55 aree-progetto, che coprono 855 Comuni per un totale di 1 milione e 647 mila cittadini. Per 21 di queste aree-progetto la selezione è formalmente terminata e su di esse si concentreranno gli interventi nel periodo di programmazione 2014-2020. Il processo di selezione utilizzato comprende una diagnosi dei dati e delle informazioni quantitative e qualitative relative alle aree candidate – “Diagnosi di area” ovvero stato economico sociale, demografico e ambientale dell’area – una successiva fase di verifica di campo – grado di maturazione di una visione condivisa dei problemi e delle opportunità, grado di coesione, volontà e capacità di riconoscere una leadership all’interno dell’area, capacità di associazione fra Comuni per la realizzazione congiunta di servizi – e infine un focus group al quale partecipano differenti stakeholders (sindaci dell’area candidata, soggetti rilevanti della società locale rispetto agli obiettivi della strategia).

Il contesto regionale

Le aree-progetto individuate per il Molise sono 4: Alto-Medio Sannio, Fortore, Matese e Mainarde, per un totale di 70 Comuni (più del 50% del territorio regionale).

Quest’ultima fase si conclude con l’elaborazione di un documento di istruttoria che contiene considerazioni e valutazioni sulla tenuta idrogeologica, le condizioni ambientali del territorio, capacità di collaborazione fra enti locali, coinvolgimento dei cittadini sulla messa a fuoco di una strategia di sviluppo a medio-lungo termine, sull’identificazione delle necessità in termini di sviluppo dei servizi e la volontà/capacità di tentare soluzioni innovative, e sulle competenze locali attivabili; infine sulla possibilità di costruire consenso intorno ai temi individuati.

Il riequilibrio dell’offerta dei servizi di base alla cittadinanza, punto chiave della Strategia ha ad oggetto, come già accennato in precedenza, 3 tematiche principali: istruzione, salute, mobilità. Per ognuna di queste, vengono innanzitutto definite le problematiche e le questioni chiave, che possono notevolmente differenziarsi a seconda dell’area considerata; vengono successivamente proposte delle possibili linee di intervento, contestualizzate anche agevolando il feedback delle informazioni sul territorio.

Progetti e linee di ricerca del Centro